Descrizione Progetto

Il piano agricolo delle colture e l’impostazione delle rotazioni sono sia per l’agricoltore che per l’agronomo uno dei temi più difficili da affrontare. Dalla scelta delle rotazioni dipenderà buona parte del successo dell’attività agricola negli anni. Se è relativamente facile massimizzare il guadagno sul singolo anno scegliendo le colture più redditizie, più difficile è impostare un piano di coltivazione pluriennale che scongiuri l’insorgere di carenze nutrizionali ed il dilagare dei patogeni terricoli. Un buon piano agricolo deve prevedere un incremento della fertilità negli anni e un incremento delle produzioni fino a raggiungere un massimo sui cui ci stabilizzeremo. Se l’agricoltore poi vorrà incrementare ulteriormente le sue produzioni, sempre rimanendo nell’ambito dell’agricoltura naturale, non dovrà spremere i suoi terreni, ma piuttosto dovrà aumentare la superficie da coltivare.  

Per impostare correttamente le rotazioni dobbiamo tener conto di molteplici fattori sia oggettivi che soggettivi qui elencati:

Come è facilmente comprensibile un pomodoro messo per due anni su tre su uno stesso appezzamento ha un consumo di nutrienti maggiore di 6 cicli di insalata in tre anni sullo stesso appezzamento. In linea generale possiamo dire che piante della stessa specie (solanacee, cucurbitacee, leguminose) hanno consumi di macro e microelementi simili oltre ad avere avversità simili. Conoscere le potenzialità dei nostri terreni attraverso delle analisi chimiche e predisporre un accurato piano letamazione, compostaggio e sovesci, è un ottimo punto da cui partire per capire anche con quale intensità possiamo praticare nostre colture principali da reddito. 

Uno dei primi problemi quando ripetiamo una coltivazione sullo stesso terreno è la suscettibilità delle piante a malattie causate principalmente da marciumi a livello radicale e del colletto causati da Fusarium, Rhizoctonia, Pythium, Sclerotinia, Phytopthora. Oltre a questi temibili funghi dobbiamo considerare anche da quali insetti terricoli possono essere attaccate le nostre colture sia a livello radicale che fogliare. Se ad esempio notiamo la presenza di nematodi o più semplicemente un attacco iniziale di elateridi (più comunemente conosciuti come ferretti) su patata sarà opportuno non trapiantare negli anni successivi ortaggi come ad esempio le cipolle o i porri.

Le rotazioni hanno anche l’importante ruolo di interrompere i cicli delle infestanti. Impostando gli avvicendamenti colturali in maniera corretta, o se abbiamo bisogno di controllare tempestivamente il proliferare di una particolare essenza infestante, dovremo riuscire a lavorare il terreno prima che l’infestante vada a seme. L’utilizzo di sovesci con piante che soffocano altre infestanti o l’utilizzo di false semine possono dare ottimi risultati.

Anche su superfici relativamente limitate notiamo spesso il variare della tessitura del terreno. Una sua conoscenza approfondita ci aiuta ad identificare quali aree hanno una tessitura più leggera e quindi più adatta a colture da tubero e quali a colture da frutto o foglia. All’interno degli appezzamenti esistono sempre aree più produttive, o aree soggette a ristagni idrici; la conoscenza esatta di questi punti ci aiuta nella scelta del piano colturale. 

Questo tema spesso viene sottovalutato. Ritengo che i valori di temperatura che ormai si raggiungono nei mesi di luglio e agosto stiano diventando sempre più critici per il corretto sviluppo delle piante coltivate, soprattutto in fase di allegagione. La scelta di creare delle barriere con fagiolini, cetrioli o pomodori, l’incremento di densità di pomodori sula fila e la scelta di incrementare la superficie fogliare sono tecniche che consentono di evitare pericolose scottature, favorendo l’ombreggiamento sia per le piante principali che per le vicine. Anche l’impostazione delle file in direzione NORD-SUD o EST-OVEST può aiutarci nel favorire l’ombreggiamento.

Per consociazione si intende la capacità che hanno alcune piante di condividere la stessa area di produzione nello stesso momento. Se questa relazione è ben imposta porta vantaggi ad entrambe le colture o almeno ad una di esse senza compromettere il corretto sviluppo dell’altra. Due consociazioni che mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni sono pomodoro-basilico e pomodoro–insalata. Per maggiori informazioni su questo tema si invita a consultare il capitolo specifico sulle consociazioni.

E’ una tecnica utilizzata da migliaia di anni anche conosciuta con il termine “Maggese”. Consiste nel lasciare incolte determinate particelle di terreno per uno o più anni in modo da ripristinare un tappeto erboso autoctono e un equilibrio microbiologico. Personalmente sono molto scettico su questa pratica perché nel momento in cui decidiamo di coltivare un terreno, anche nella maniera più sostenibile possibile, andiamo ad alterarne l’equilibrio. Considero una perdita di potenzialità lasciare i campi senza copertura aspettando che si riformi il cotico erboso, se poi andremo nuovamente a lavorare il terreno nel ciclo successivo. 

Consiglio vivamente di inserire colture da sovescio che oltre a coprire il suolo possono incrementare la fertilità e l’attività microbiologica in tempi molto più rapidi. Esistono sovesci mirati che possono portare ad un incremento della fertilità, ad un suo mantenimento o alla risoluzione di problemi come nel caso dei nematodi o di altre avversità (vedi capitolo sovescio). Nel caso in cui una parcella di terreno sia vuota per alcuni mesi ed abbia già raggiunto un livello sufficiente di sostanza organica, la cosa migliore che possiamo fare è seminare un misto di essenze mellifere (anche se non produciamo miele) che in poco tempo coloreranno il nostro terreno, fornendo un’importante fonte di cibo a tantissimi insetti utili (i pronubi come api e bombi sono fondamentali per l’impollinazione di molte specie orticole).

Esistono decine e decine di pianificazioni, di schemi e di consociazioni che possiamo studiare seguendo tutti i manuali del mondo sulle rotazioni, ma in fondo resta inevitabile seguire ciò che il mercato ci richiede. Sono ormai patrimonio diffuso alcuni concetti basilari come le leguminose che migliorano il terreno attraverso processi di azoto-fissazione, le insalate che sono piccole consumatrici della fertilità e che possiamo mettere un po’ ovunque, oppure i daikon che lavorano il terreno in profondità in maniera simile ad una rippatura. Quello che produciamo oltre all’autoconsumo ovviamente lo facciamo con l’obiettivo di vendere e portare avanti le nostre aziende agricole anche da un punto di vista di sostenibilità economica. Ho imparato negli anni a far apprezzare molti prodotti inusuali; penso di essere stato uno dei primi a vendere nel mio mercato di paese basilico viola, pomodori zebrati, pomodorini gialli a pera, zucche Red Kury, arachidi prodotte in provincia di Siena, patate viola e tanto altro, suscitando la curiosità di tantissimi clienti che però hanno impiegato molto tempo prima di consumarli abitualmente e darmi la possibilità di inserirle stabilmente nelle rotazioni. 

Non esiste un piano di rotazioni uguale per ogni azienda: esistono come abbiamo visto e come vedremo delle linee guida che ci possono aiutare, ma poi sarà l’esperienza e la capacità di osservazione a stabilirne il successo. Dico subito che per quanto possiamo sforzarci nel pianificare al meglio ogni coltura sarà impossibile rispettare il piano agricolo minuziosamente, perché le variabili in gioco sono molte: cicli colturali sballati a causa di andamenti stagionali anomali o terreno troppo bagnato per effettuare il trapianto sono solo alcuni dei fattori che spesso ci costringeranno a modificare le nostre scelte. In questi casi sarà importante la capacità dell’orticoltore di riadattare a stagione in corso qualcosa di pianificato mesi prima. 

Le regole ferree su cui non dobbiamo sbagliare sono la classificazione delle piante fra grandi, medio-piccoli consumatori di elementi nutritivi e miglioratrici:

grandi consumatori

Grandi consumatori

Solanacee (pomodoro, melanzana, peperone, patate) Cucurbitacee (zucchine, cetrioli, zucche, angurie, meloni) Crucifere (un po’ tutti i cavoli)

grandi consumatori

Medi e piccoli consumatori

Liliacee (aglio, porri, cipolle) , Ombrellifere (carote, finocchi, e alcune aromatiche), Composite (insalate e carciofi), Crucifere (rucola e ravanelli), Chenopodiacee (spinaci, barbabietole)

grandi consumatori

Miglioratrici o consumatori minimi

Leguminose (fagiolino, fagiolo, cece, fave, piselli)

Chi gestisce un’azienda mista o un piccolo orto sa benissimo che i maggiori introiti a fine anno derivano sempre da piante classificate fra le grandi consumatrici di sostanze nutritive e in particolar modo: pomodori, zucchine, cetrioli, melanzane, peperoni. Queste piante sono molto generose da un punto di vista produttivo e la raccolta dura diversi mesi.  Oltre ad essere entrambe le famiglie (Solanacee e Cucurbitacee) grandi consumatrici hanno anche molte malattie e insetti dannosi in comune, sia a livello ipogeo che epigeo. Per fare alcuni esempi penso ai vari marciumi radicali e del colletto che colpiscono le giovani piantine, gli afidi, le cimici, gli aleuroidi in serra e tanti altri. Essendo le colture più importanti in generale, lo sono anche nella progettazione delle rotazioni: non ci possiamo permettere scelte errate quando si decide dove posizionare i pomodori. Prima di effettuare il trapianto in primavera delle giovani piantine in serra e fuori serra di solanacee e cucurbitacee effettuo sempre una concimazione con letame o lombri-compost ben maturo pronto a liberare tutte le sue potenzialità. Di seguito lo schema delle rotazioni di 1 ettaro.

schema rotazione

Per iniziare consiglio di utilizzare un semplice foglio EXCEL in cui mettere sulla colonna verticale il numero della particella e su quella orizzontale i cicli. Ovviamente il numero delle particelle equivale ad ogni settore con un proprio impianto di irrigazione. Questa impostazione semplice e alla portata di tutti ci permette di avere una memoria storica facilmente consultabile. Nella sede aziendale la mappa e il foglio delle rotazioni dell’anno in corso deve essere attaccato alla parete perché ci capiterà di guardarlo molte volte.  Consiglio di appuntare con una penna l’andamento del ciclo attraverso i simboli + e – accanto alla specie coltivata ed eventualmente annotare se abbiamo notato presenza di nematodi, marciumi, insetti dannosi o carenze di vario genere. In pochi anni avremo una mappatura molto accurata delle principali avversità e sapremo quali sono le aree più produttive per le singole specie. A prima vista può sembrare una perdita di tempo ma vi assicuro che negli anni ogni singolo minuto speso per mettere nero su bianco le nostre impressioni sarà ben ricompensato.

Schema rotativo delle colture

area1° ciclo2° ciclo3 °ciclo
1vivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucola
2vivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucola
3Asparageta + fruttetoAsparageta + fruttetoAsparageta + frutteto
4cetrioliporri
5noccioletonoccioletonoccioleto
6fagiolinirape
7fagiolinibietola
8zucchesovescio
9zucchesovescio
10lombricompost + zucchelombricompost
11agliradicchi
12cipolleinsalate
13 serrabietolainsalate + radicchi
14zuccchebaccelli
15 serrabietolainsalate
16carciofaia + fruttetocarciofaia + fruttetocarciofaia + frutteto
17 serravivaio + radicchi + ravanelli + rucolavivaio + radicchi + ravanelli + rucolavivaio + radicchi + ravanelli + rucola
18 serrabaccellizucchine
19 serrazucchineinsalatebaccelli
20 serrapomodori + basilico+ insalatabietola
21cipolleinsalatebaccell
22carciofaia+ fruttetocarciofaia+ fruttetocarciofaia+ frutteto
23Asparageta + fruttetoAsparageta + fruttetoAsparageta + frutteto
24pomodoriinsalateaglio
25zucchinefagiolini
27cetrioliinsalatecipolle + porri
29lombricompost + melanzane peperonilombricompost
area1° ciclo2° ciclo3 °ciclo
1vivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucola
2vivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucola
3Asparageta + fruttetoAsparageta + fruttetoAsparageta + frutteto
4lombricompost + melanzane + peperonilombricompost
5noccioletonoccioletonoccioleto
6lombricompost + melanzane + peperonilombricompost
7zucchebaccelli
8insalateporri
9insalateporri
10cipollefinocchi
11cetriolifagiolini
12zucchinefagiolini
13 serrazucchineinsalate + radicchi
14baccelliinsalaterape
15 serrapomodori + basilico+ insalatabaccelli
16carciofaia + fruttetocarciofaia + fruttetocarciofaia + frutteto
17 serravivaio + radicchi + ravanelli + rucolavivaio + radicchi + ravanelli + rucolavivaio + radicchi + ravanelli + rucola
18 serrainsalatebietola
19 serrabaccelliinsalate + radicchi
20 serrabietolainsalatezucchine
21baccelliinsalateaglio
22carciofaia+ fruttetocarciofaia+ fruttetocarciofaia+ frutteto
23Asparageta + fruttetoAsparageta + fruttetoAsparageta + frutteto
24agliocavoli
25cipollecavoli
27cipollecavoli
29bietolafagiolini
area1° ciclo2° ciclo3 °ciclo
1vivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucola
2vivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucolavivaio + radicchi +ravanelli +rucola
3Asparageta + fruttetoAsparageta + fruttetoAsparageta + frutteto
4insalatebietola + rape
5noccioleto
6zucchineporri
7lombricompost + zucchelombricompost
8fagioliniinsalatecavoli
9fagioliniinsalatecavoli
10insalateinsalatecavoli
11lombricompost + zucchelombricompost
12insalatefinocchi
13 serrainsalatebaccelli
14cetrioliinsalate + radicchi
15 serrabaccellizucchine
16carciofaia + fruttetocarciofaia + fruttetocarciofaia + frutteto
17 serravivaio + radicchi + ravanelli + rucolavivaio + radicchi + ravanelli + rucolavivaio + radicchi + ravanelli + rucola
18 serracetrioli +zucchineinsalate + radicchi
19 serrapomodori + insalata+ basilicopiselli + fagiolini
20 serrafagioli +piselliinsalate + radicchi
21aglio + cipollecavoli
22carciofaia+ fruttetocarciofaia+ fruttetocarciofaia+ frutteto
23Asparageta + fruttetoAsparageta + fruttetoAsparageta + frutteto
24pisellizucchine
25peperoni
27melanzane
29pomodoriradicchi

Di seguito alcune informazioni per comprendere meglio queste tabelle.  Il lombri-compost rimane sul terreno generalmente da dicembre a dicembre dell’anno successivo (vedi capitolo lombricompost) e ottimizziamo lo spazio coltivando anche su di esso. Quando abbiamo aglio o altre colture nel terzo ciclo di un anno e nel primo ciclo dell’anno successivo le piante sono le stesse, non è un ciclo separato. Con il termine insalate intendo tutti gli ortaggi a foglia esclusi i radicchi.

Come è possibile notare da queste tabelle, nella mia azienda non utilizziamo gli schemi di rotazione didattici, come quelli esposti in figura, per vari motivi. Prima di tutto non abbiamo quasi mai particelle regolari della stessa superficie; inoltre le varietà di ortaggi che coltiviamo sono troppo numerose per essere così semplificate.

esempio di coltivazione del 1°anno

A

Leguminose

B

Colture esigenti

C

colture mediamente esigenti

D

Colture poco esigenti

esempio di coltivazione del 2°anno

A

Colture mediamente esigenti

B

Leguminose

C

colture poco esigenti

D

Colture esigenti

esempio di coltivazione del 3°anno

A

Colture poco esigenti

B

Colture mediamente esigenti

C

colture esigenti

D

leguminose

esempio di coltivazione dal 4°anno

A

Colture esigenti

B

Colture poco esigenti

C

leguminose

D

Colture mediamente esigenti

Nel modello proposto precedentemente concentriamoci, a livello esemplificativo, sulla particella numero 24. Si inizia nel 2019 con pomodori da aprile ad agosto, poi da inizio settembre a fine ottobre facciamo uno o più cicli di insalate per arrivare a seminare l’aglio a novembre e raccoglierlo l’anno successivo a luglio. Dopo l’aglio inseriremo un ciclo di cavoli che si esaurirà da inizio novembre a fine gennaio lasciandoci la possibilità di seminare i piselli nelle file esaurite di cavoli o di trapiantare le piantine a febbraio. A inizio maggio, passato il rischio delle gelate notturne, sostituiremo i piselli con gli zucchini. Quando tornerà nuovamente il momento delle solanacee (come il pomodoro che ha aperto il ciclo) metteremo melanzane e peperoni rimandando il ritorno del pomodoro a 7-8 anni dalla prima volta. 

Durante gli anni ho evidenziato quali sono le macro-aree in cui riesco a coltivare meglio le singole specie, e tarato le rotazioni su queste basi e ovviamente sulle quantità che presumo riuscirò a vendere in maniera diretta. È importante far presente che da Dicembre a Gennaio su tutte le superfici libere e in particolar modo nelle serre vengono distribuiti quintali di lombri-compost ben maturo e diversi preparati di microrganismi che ci garantiranno un ottimo substrato su cui coltivare.

Ultime sperimentazioni con le rotazioni

Dal 2015 ho inserito in rotazione nelle serre le galline in inverno fino a una settimana prima del trapianto delle nuove piantine. Prima di inserirle a dicembre o gennaio quando le serre sono vuote distribuisco il compost o il letame maturo in maniera non accurata. Le galline rompono le zolle di letame e lo rimescolano continuamente con la terra effettuando una distribuzione quasi perfetta e a costo zero. Oltre a questa operazione, effettuano una pulizia della serra da qualsiasi infestante, dalla maggior parte di uova di insetti dannosi e anche dai semi delle infestanti caduti al suolo, oltre a fertilizzare con le deiezioni.

Consociazioni

La consociazione consiste nel mettere nello stesso appezzamento due o più specie di famiglie diverse vicine tra loro evitando di abbinare le forti consumatrici (vedi capitolo rotazione). Prima di iniziare la pianificazione dobbiamo pensare a piante con diverso sviluppo sia della parte aerea che a livello radicale. Un altro vantaggio è la capacità che ha una pianta di allontanare insetti dannosi di un’altra specie. Un buon esempio è la consociazione pomodoro-insalata o pomodoro-basilico. Anche se trapiantiamo nello stesso momento, dopo 2-3 settimane il pomodoro avrà già approfondito le sue radici ad una profondità maggiore dell’insalata e l’apice sarà più alto dell’apice dell’insalata che oltre a non risentire del futuro ombreggiamento ne trarrà vantaggio nelle ore più calde della giornata. Altre associazioni interessanti del pomodoro sono con spinaci, rape, porri, aglio, fagiolini e menta. Esistono molte tabelle disponibili su internet che ci guidano in queste scelte.

L’orto sinergico si basa sulle consociazioni, andando ad ottimizzare ogni minima superficie coltivabile e creando interazioni positive fra le piante. Un altro aspetto positivo del metodo sinergico è la bellezza creata dalla molteplicità di colori che si possono osservare e dal numero di insetti utili che richiama. Questo modello di coltivazione, su bancali o su aiole è interessante per un piccolo orto domestico e per l’auto-produzione di cibo di qualità da avere vicino a casa, regalandoci momenti splendidi quando andiamo a raccogliere un pomodoro dal nostro orto-giardino.

Consociazioni nella pratica

Ci tengo a fare una premessa, lo spirito con cui affronto le consociazioni non è quello di rendere un orto da reddito più bello alla vista ma di renderlo più funzionale e più produttivo mantenendo un prezzo finale di vendita il più accessibile possibile, senza svendere il mio lavoro. Il sinergico e molte consociazioni, pur in molti casi incrementando la produzione a mq trovano il loro limite nell’impossibilità di utilizzare macchinari (come il motocoltivatore) che ci permettono di abbattere i costi di gestione in orticoltura da reddito.  

Essendo un convinto sostenitore dell’agricoltura naturale e avendo avuto la fortuna di viaggiare, negli anni ho visto e sperimentato tantissime consociazioni consigliate da contadini di mezzo mondo. Ne ho provate molte, qui di seguito ho riportato quelle che ormai utilizzo da molti anni:

pomodoro-basilico–insalata in serra tunnel non riscaldata

Il ciclo inizia i primi di marzo andando a trapiantare inizialmente pomodori a fila singola a 30-35 cm di distanza sulla fila e a 1,2 metri fra le file. Una volta completato il trapianto dei pomodori inizio con l’insalata dalle file esterne, generalmente la canasta perché mi da maggiori garanzie nel caso ci sia un ritorno di freddo, posizionandola sulla fila fra pomodoro e pomodoro. Nelle due file centrali trapianto sempre fra pianta e pianta basilico verde e rosso. Dalle mie osservazioni sembra che il basilico verde si ammali meno mentre il rosso (che è più resistente) non presenta alcun danno. Dopo poche settimane il pomodoro avrà superato in altezza sia il basilico che l’insalata e i diversi apparati radicali non competeranno. Lo sviluppo delle insalate contribuisce a controllare le infestanti che saranno facilmente eliminate con l’uso di una zappa.

A maggio inizieremo a raccogliere le insalate e le prime cime di basilico, liberando i pomodori da tutta la massa vegetale che si sta sviluppando vicino ai primi frutti già visibili; così facendo incrementeremo la ventilazione basale e ridurremo il rischio di malattie fungine in questa fase iniziale. Così facendo riusciamo ad avere un produzione anticipata di insalate e basilico senza utilizzare un’altra serra. Nel caso in cui ci siano dei ritorni di freddo utilizzo del tessuto non tessuto steso sui pomodori in modo da proteggere anche le altre specie.  (metter foto). 

Pomodoro-basilico campo aperto

Le distanze utilizzate fuori serra vengo ripetute anche in pieno campo. Si inizia con il trapianto a fine aprile-inizio maggio. In questo caso non metto l’insalata perché preferisco trapiantarla su un’area pacciamata facilmente gestibile. Se in serra utilizzo questa relazione principalmente per avere un anticipo di produzione, fuori campo la utilizzo perché ho notato una drastica diminuzione di attacchi fungini e di insetti. Ironia della sorte questa consociazione mi ha dato buoni risultati in 3 aziende  ma non nella nostra. Il motivo potrebbe essere la presenza di un fiume che circonda i nostri terreni, creando un’eccessiva umidità durante le prime ore della mattina vanificando le potenzialità di questa relazione positiva.

Pomodoro-calendula-tagete in serra contro i nematodi

Da diversi anni sto sperimentando queste combinazioni in blocchi pomodoro-calendula-microrganismi, pomodoro-tagete-microrganismi e pomodoro-microrganismi da solo come testimone per il controllo. Ho notato una diminuzione degli attacchi da nematodi maggiore nella consociazione con la calendula rispetto al tagete (nano e eretto). Tutte e due le sperimentazioni mostravano un calo rispetto al testimone ma non così rilevante da consigliarlo. 

Zucchino-tagete-nasturzio in serra

Iniziamo i primi di marzo trapiantando gli zucchini ad alberello in serra a 80 cm di distanza su telo pacciamato biodegradabile incrementando la distanza a 1,2 metri ogni 10 piante per inserirci una pianta di nasturzio o di tagete. Nella fila successiva inizieremo trapiantando la pianta utile a partire dalla quinta pianta di zucchino per poi ricominciare contando fino a 10. In questa maniera le piante utili saranno disposte a scacchiera. In base agli attacchi dell’anno precedente decido se rinforzare il perimetro della coltivazione scendendo ad una ogni sette, oltre a riempire tutte le testate. Se nello sviluppo alcune foglie di zucchino sommergono le consociazioni provvederemo ad eliminarle per garantirgli un buono sviluppo. Sia il tagete che il nasturzio emettono sostanze che infastidiscono afidi, aleurodidi e altri insetti dannosi, ma non le api. Se le concimazioni non eccedono in azoto riusciamo tranquillamente a completare l’intero ciclo fino a tutto luglio senza effettuare nessun trattamento insetticida (anche se biologico). Anche se il risparmio in denaro sembra minimo fra l’acquisto o la produzione delle piante utili e il trattamento insetticida, bisogna sempre pensare alla salubrità dei nostri prodotti e alla salute dell’operatore che effettua il trattamento. Un altro punto di forza è il tempo di carenza: se utilizziamo insetticidi biologici avremo un tempo di carenza di tre giorni in cui dovremmo distruggere il raccolto con ovvie conclusioni in una serra in piena produzione in cui si raccoglie ogni mattina.  (aggiungere foto)

Anche se in Italia non è sviluppata la coltivazione dei fiori edibili, in un’azienda negli Stati Uniti in cui ho lavorato ho passato intere giornate a raccogliere fiori di nasturzio e tagete, che venivano venduti a ristoranti stellati per aggiungerli alle insalate miste e insaporire molte portate. 

Zucchino-tagete-nasturzio in pieno campo

Valgono le stesse regole descritte in ambiente protetto. La differenza principale, che ho notato in quasi tutte le aziende in cui è stato sperimentato, è stata una minore efficacia probabilmente dovuta alla maggiore mobilità degli insetti dannosi. 

Trifoglio-pomodoro, trifoglio-melanzana, trifoglio-peperone, trifoglio-cetriolo

Dopo aver letto “La rivoluzione del filo di paglia” di Fukuoka ho sperimentato per molti anni questa consociazione, mettendo a rischio il rapporto con mio padre che continua a vedere nel trifoglio una banale infestante. Prima di tutto dobbiamo capire qual’è la varietà di trifoglio bianco nanissimo che si addice alla nostra area. Il trifoglio oltre ad avere uno sviluppo radicale superficiale ed essere una leguminosa capace di apportare azoto ha la capacità di creare un manto erboso perenne che soffoca tutte le altre specie. Ho iniziato dividendo un appezzamento da 500 mq in strisce in cui ho seminato le 8 varietà di trifoglio reperite. La semina si fa settembre prima di una pioggia dopo aver creato un buon letto di semina rippando e fresando superficialmente il suolo. Dopo il primo anno è possibile valutare quale varietà ha accestito meglio coprendo tutta la superficie. Durante il primo anno ho effettuato 4 tagli con un trattorino tagliaerba all’altezza massima che il trifoglio raggiungeva nei momenti in cui le infestanti sviluppate iniziavano far maturare i propri semi. Una volta evidenziata la varietà o le varietà che hanno mi hanno dato i risultati migliori in termini di copertura ho riseminato queste varietà su 1000 mq. Ad aprile dell’anno successivo alla semina si procede con il tagliaerba ad un’altezza pari alla metà dello sviluppo del trifoglio. Successivamente si distendono le manichette per l’irrigazione sulle file utilizzate, e si procede con un’irrigazione per ammorbidire il terreno. Con un trapiantatore manuale procediamo al trapianto di una o più di queste specie: pomodoro, cetriolo, melanzana e peperone. Il taglio a metà altezza del trifoglio servirà a porlo in una condizione di stress, dando la possibilità in poche settimane alle colture da reddito di portarsi al di sopra dell’altezza del cotico del trifoglio e approfondendo le radici oltre la profondità esplorata dal trifoglio. Nel caso si sviluppino infestanti fra le file procederemo ad un passaggio con il trattorino tagliaerba rasentando il fusto delle piante. Le poche infestanti che rimarranno sulla fila fra pianta e piante dovranno essere eliminate a mano con la radice. Tutto l’appezzamento risulterà inerbito quasi esclusivamente da trifoglio, solo in estate noteremo degli ingiallimenti fra le file (dove camminiamo) ma non sulla fila dove irrighiamo. Con l’inizio delle piogge autunnali il trifoglio riprenderà forza velocemente. A fine ciclo taglieremo alla base le piante coltivate e le inseriremo nella compostiera senza sradicare le radici dal suolo

Non ho notato uno sviluppo migliore nelle piante coltivate rispetto al testimone senza trifoglio; l’unico vantaggio consiste nel risparmio di tempo e carburante nel controllo delle infestanti e nell’apporto di biomassa in seguito ai tagli di trifoglio. Utilizzo questa tecnica in aree dove ho un buon livello di fertilità e alterno in questo prato stabile:

  • 1° anno pomodoro
  • 2° anno cetrioli in primo ciclo e cavoli in secondo
  • 3 anno melanzane o peperoni

Come è facilmente intuibile è una forzatura delle rotazioni ma la buona situazione di partenza e il continuo apporto di sfalci supportati anche dalla distribuzione di organismi EM e concimi di copertura mi permettono di chiudere il triennio senza notare cali di produzione. Negli anni successivi ovviamente quest’area non sarà dedicata alla coltivazione di solanacee e cucurbitacee.  Questa consociazione molto interessante presenta dei problemi oggettivi che ne limitano la diffusione su grande scala: il trifoglio in estate ha un notevole bisogno di acqua per non seccare, lasciando che altre infestanti meno esigenti prolifichino; non tutte le aziende dispongono di elevate quantità d’acqua uno dei limiti, almeno nella mia coltivazione, è stata la competizione con il vilucchio (Convolvulus arvensis), rinomata infestante rampicante che non viene soffocata dal trifoglio, ma anzi lo sommerge a propria volta fino ad ucciderlo. Da un punto di vista economico, secondo i miei calcoli, il costo di gestione dei tre anni con il seme del trifoglio e la percentuale di concimi risparmiata è poco più conveniente della gestione con teli pacciamanti e diserbatura manuale o con zappa. Interessante potrebbe essere una sua applicazione nel sinergico pluriannuale ma non ho trovato nessuna pubblicazione o dati attendibili.

La sperimentazione con il trifoglio è in continua evoluzione, sarebbe interessante provarla ad un’altezza intorno ai 600 metri s.l.m. o addirittura più in alto, in zone in cui la temperatura estiva sia più mite, le precipitazioni più abbondanti e magari non ci sia la presenza di questa infestante. Se qualcuno volesse fare una sperimentazione su questo tema o avesse dei dati la/lo invito a scrivermi. 

Galline-carciofaia 

Anche gli animali possono essere un ottimo esempio di consociazione. Le galline amano “raspare” vicino alla base dei carciofi in cerca di insetti di cui nutrirsi, disdegnando i carciofi non gradendone il sapore. Il carciofo oltre ad essere diserbato senza il minimo sforzo gode anche della rottura della crosta superficiale che generalmente si forma dalla fine della primavera. Anche se non molto rilevanti perché non ben compostate, le deiezioni delle galline forniscono elementi nutrienti contribuendo allo sviluppo della pianta.

Rucola-?

Non ho trovato niente in letteratura, ma chiunque coltiva questo ortaggio si sarà accorto che con una densità di semina elevata in aiuole o a file non si sviluppano erbe infestanti. Questo fenomeno potrebbe essere dovuto ad alcune sostanze antigerminelle che emana questa Brassicacea. Durante la stesura di questo testo stiamo sperimentando una consociazione con agli, cipolle, peperoni e melanzane. La sperimentazione, molto semplice, consiste nel distribuire elevate quantità di seme sulla fila delle giovani piantine subito dopo aver effettuato il trapianto e prima di irrigarle. Il seme di rucola ha un costo contenuto ed è facile auto-produrselo con una piccola superficie e con semplici operazioni colturali.